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I bambini e i ragazzi sono la ricchezza e la speranza degli adulti di oggi, specie in tutte le circostanze in cui le situazioni presenti non sono positive e si prospetta un radicale cambiamento futuro: lo si sente ripetere spesso ultimamente, in un presente dove le brutte notizie sono le protagoniste quotidiane: guerre, crisi ambientale, deterioramento dei valori e dei diritti, genocidi e femminicidi.

E non può che essere così, poiché gli adulti di oggi sono statue ormai compiute, che il tempo può solo erodere, mentre i bambini sono come creta morbida ancora da plasmare, con un’intera vita di esperienze e possibilità davanti a loro. Ma proprio perché malleabili, i bambini di oggi saranno fortemente influenzati dalla realtà in cui cresceranno e, al momento, non si può dire che i grandi stiano dando loro il buon esempio. Se è vero che affidiamo la speranza di un’inversione di rotta nelle mani dei giovani, ci stiamo interrogando su come vengono educati perché possano creare una società migliore? Ci stiamo chiedendo quale mondo stanno ricevendo in eredità, in quali condizioni troveranno il pianeta se continuiamo a depauperare le sue risorse a un ritmo insostenibile? Cosa accadrà se non ci curiamo dei gravi danni che stiamo infliggendo alla Terra con il nostro stile di vita?

Come possiamo chiedere e pensare che i bambini salvino il mondo se la situazione è spinta oltre il limite del non ritorno e appare già oggi insanabile? Crediamo, forse, che le nuove generazioni siano nate con la bacchetta magica e possano fare miracoli?

In tutto il mondo, specie in quello occidentale, che si è sempre presentato come modello ideale da emulare, si stanno perdendo i valori e le libertà che si erano ottenuti con tanto sacrificio e, di conseguenza, si sta assistendo a una involuzione della società, dove l’inclusione è osteggiata, i diritti sono calpestati e i governi sono sempre più spesso in mano ad autocrati accecati dal potere, mentre le persone seguono in massa i politici che sanno urlare più forte degli altri, senza accorgersi che questi leader le stanno portando sull’orlo del baratro.

Il carattere di un adulto è influenzato da tutte le esperienze vissute nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza ed è plasmato dalla società in cui è cresciuto. Quindi, è fondamentale l’esempio e l’educazione che diamo ai bambini e ai ragazzi di oggi per influenzare nel bene e nel male i loro comportamenti futuri. Oggi stiamo mostrando loro che ciò che conta è solo il successo, inteso come l’emergere e il dominare al di sopra degli altri. 

Urlare il proprio pensiero al mondo, che di per sé non sarebbe sbagliato, nella società contemporanea si è trasformato in un imporre a tutti i costi i propri ideali, azzerando ogni forma di dialogo e scambio di opinioni. Il proprio punto di vista è diventato l’unico corretto e non si è più capaci di ascoltare che la pensa diversamente da noi, per capire le sue ragioni e cercare un punto di convergenza.

Chi ha idee diverse, all’opposto, viene semplicemente inquadrato come “il nemico” verso cui scaricare tutte le responsabilità dei problemi attuali, mascherando così i propri errori. Specialmente nella società Occidentale si sta creando un modello sociale standardizzato, in cui le minoranze e le diversità vengono represse e si insegna che esiste un solo modello di famiglia tradizionale, osteggiando chi non si conforma a questo. Lo scambio culturale viene soppresso e chi proviene da fuori, chi è diverso per colore della pelle, fede, cultura, viene accolto con muri e barriere. Il mito della società multietnica e paritaria, rincorso a lungo nel mondo occidentale, pare quindi essere destinato a rimanere tale.

Se si vuole cambiare questo trend e fare in modo che gli adulti di domani abbiano un’idea e una cultura diverse, si devono incrementare sin da ora i programmi di educazione civica e all’inclusione, oggi assai carenti, quando non del tutto assenti, negli istituti scolastici.

Un esempio è la situazione italiana, in cui vi è da anni un acceso dibattito sull’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, vista ancora come un tabù. Non si parla neppure di educare i bambini a un corretto rapporto con esseri umani di altre culture, ma a una sana convivenza tra sessi diversi. Una cosa che dovrebbe essere scontata, ma che, tuttavia, continua a essere influenzata da vecchie tradizioni che paiono inossidabili, malgrado il progresso della società e della consapevolezza delle persone.

Attualmente, inoltre, in tutto il mondo, sembrano predominare tendenze alla cancel culture e all’imposizione dell’insegnamento di una visione travisata della storia, per far crescere future generazioni di fedeli agli attuali governi e garantire che si mantenga lo status quo. Ma non tutto è perduto, perché molte associazioni ed enti a livello globale credono fortemente nell’importanza dell’educazione e si spendono in svariati progetti che mirano a far breccia sui bambini e sui ragazzi per ribaltare l’attuale rotta e creare società migliori.

Il pianeta che stiamo lasciando in eredità

La crisi climatica è la protagonista del nostro presente, perché col passare del tempo la circostanza peggiora e qualsiasi sforzo attualmente adottabile dall’umanità pare vano. L’abbandono delle fonti energetiche inquinanti, che già procedeva a rilento a causa della minore convenienza delle rinnovabili e della reticenza da parte di troppi politici sull’effettiva esistenza del cambiamento climatico, è stata ulteriormente scossa dalle guerre degli ultimi anni.

Conflitti che hanno preso il sopravvento sulle altre priorità dei governi di tutto il mondo e che stanno assorbendo le risorse che dovevano essere impiegate per la ricerca scientifica e la transizione energetica. D’altronde, chi è così attratto dal guadagno e dalla speculazione non può essere in grado di guardare al futuro lontano e preoccuparsi di ciò che lascerà ai posteri, troppo concentrato sui vantaggi personali da ottenere nel breve termine.

La soluzione a questo problema potrebbe essere rappresentata dalla tecnologia sempre più evoluta che lasceremo in mano alle future generazioni. I ragazzi di oggi potranno trovare in essa un fondamentale alleato per cambiare le cose e permettere all’umanità di abitare la Terra senza distruggerla. Certo dovranno saperla utilizzare nel modo corretto e, pertanto, dovranno essere adeguatamente educati sin da ora su come maneggiarla.

Oltre ai problemi ambientali, va però anche tenuto conto della devastazione che molti territori stanno subendo a causa delle guerre che stanno travolgendo Oriente e Occidente. Un recente report del Fondo Monetario Internazionale ha messo in luce il fatto che non ci siano mai stati tanti conflitti nel mondo come oggi dal 1946. Città rase al suolo, interi quartieri ricoperti di sole macerie, case, palazzi, ma anche opere d’arte e tesori dell’umanità che i ragazzi di domani non potranno mai ammirare: anche qui le colpe degli adulti di oggi sono un disonorevole lascito alle future generazioni.

Ma la speranza è che da queste rovine ancora una volta i futuri adulti sapranno ricostruire da capo città, villaggi, paesi migliori, meglio inglobati nella natura circostante, ma anche più umani, più rispettosi delle libertà e più inclusivi. Proprio in memoria dei terribili errori passati.

I giovani di oggi stanno dimostrando di non essere i “bamboccioni” capaci solo di scrollare sui telefonini, ma di voler essere protagonisti delle loro vite e del loro futuro. Grazie ai social si stanno unendo per cambiare la situazione sin da ora e stanno diffondendo una certa sensibilizzazione a questi temi a tutti i loro coetanei. Perché sanno bene che se non vogliono essere condannati a vivere in un mondo che altri hanno costruito (o distrutto) per loro non possono rimanere inermi, ma devono far sentire la loro voce. ♦︎