Giallo, arancione, rosso… senza pandemia mondiale questi sarebbero semplicemente i colori caldi dell’arcobaleno, i colori del fuoco, i colori del sole, dei mandarini e della Ferrari che tanto sarebbe affascinante avere nel proprio garage per poterla usare in qualunque momento, almeno questo è uno dei miei tanti desideri (forse) irrealizzabili. Ma purtroppo oggi ci rimandano a ben altro, andando quasi a “sostituire” il tricolore della bandiera italiana.

Ad un anno e qualche mese dall’inizio della “reclusione”, la situazione attuale, salvo cambiamenti improvvisi, è la seguente: il giallo sta fortunatamente prendendo il sopravvento. Ci stiamo avvicinando, passettino dopo passettino, ad una pseudo normalità, e questo comporta il rientro di tutti gli studenti di ogni ordine e grado a scuola e degli impiegati negli uffici… si sta ritornando rigorosamente IN PRESENZA, nel limite del possibile ovviamente.

Si riparte con le sveglie impostate presto, le corse, i caffè presi al volo e… la fretta. Per i pendolari come me quest’ultima si amplifica, perché treni o pullman non staranno sicuramente ad aspettarci. La mattina è una corsa contro il tempo, mentre nel pomeriggio ci attende un pranzo sicuramente dopo le 14, sempre che i cari amici di Trenitalia non decidano di fare ritardo. Dopo una lunga mattinata sui libri o al lavoro, si arriva a casa con una fame da lupi, ma è inutile mettersi a fare Canavacciuolo con piatti lunghi ed elaborati, perché il tempo passa in fretta e in un battibaleno saranno già le 15. Quindi ci vorrebbe qualcosa di speedy ma che soddisfi, qualcosa di leggero ma che tolga la fame senza appesantire troppo.

Quindi restando in tema colori, la prima verdura che mi viene in mente che rimandi al giallo, all’arancione e al rosso è il peperone. Ecco una ricetta semplice, nutriente e molto sfiziosa allo stesso tempo: una “tattica” rivisitazione della pasta con i peperoni!

Partiamo con gl’ingredienti, ci servirà:

  • Olio evo per il soffritto
  • Un cipollotto (un piccolo scalogno, uno spicchio d’aglio o una mezza cipolla di tropea andranno ugualmente bene)
  • Un peperone del colore che preferite (se fosse giallo, arancione o rosso ancor meglio)
  • Giusto un cm di pasta d’acciughe, o se preferite direttamente 1 o 2 acciughine sott’olio (per stare un pochino più leggeri, meglio evitare questo ingrediente)
  • Un filino di panna (nel senso uno o due cucchiai), per creare quella magnifica “bagnetta” per una scarpetta finale assicurata
  • Sale qb
  • 80/100g della pasta che più preferite, vi consiglio una pasta corta, come fusilli oppure penne rigate, che sia di grano, integrale, mais o qualsiasi altro tipo sarà ugualmente perfetta

Per il sughetto s’impiega giusto il tempo della cottura della pasta o poco meno, quindi più che adatto per un pasto veloce ma soddisfacente. Partiamo mettendo a bollire l’acqua per la pasta, nel frattempo in una padella a bordo leggermente alto versiamo un filo d’olio e il cipollotto finemente tritato (o ciò che avrete scelto) e lasciamo soffriggere a fuoco dolce. Intanto l’acqua avrà raggiunto il bollore, quindi la saliamo e buttiamo la pasta, lasciandola cuocere per il tempo indicato affinché sia al dente. Quando la cipolla avrà assunto un colore dorato, buttiamo il nostro peperone tagliato a tocchetti. Per chi preferisse un sapore più leggero, vi consiglio di aggiungere la pasta di acciughe (o le acciughe stesse) subito dopo i peperoni.

Se invece preferite qualcosa di più strong, lasciate cuocere per qualche minuto la verdura e poi aggiungete le acciughe, affinché il sapore non perda intensità. A prescindere dalla vostra scelta, dopo qualche minuto aggiungiamo un filo di panna e un pizzico di sale. Se doveste utilizzare le acciughe sott’olio, non dimenticate di schiacciarle con un cucchiaio di legno o una forchetta in modo che si sfaldino e diventino un tutt’uno con la verdura e la panna. Dopo che la pasta avrà raggiunto la cottura voluta, la scoliamo e versiamo il tutto direttamente nella padella, mescolando poi per un minuto scarso. Impiattiamo e, a piacere, spolveriamo con grana fresco. In un quarto d’ora o poco più avrete pranzo pronto!

Ai palati più esperti, questa ricetta potrebbe vagamente rimandare ai sapori della tipica bagna cauda piemontese, quindi potrebbe essere un buon pretesto per ricordarsi i freddi giorni invernali, realizzando però che l’estate è ormai alle porte. “Evviva, finalmente” penseranno alcuni, “Oh no, zanzare e sudore” altri.

Sia come sia, buon appetito.

NoSignal Magazine

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