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Non lo facevo per soldi, non mi innamoravo per quello. È vero che a un certo punto sono diventato ricco, molto ricco. Ero arrivato a non avere davvero bisogno di capire l’essenza stessa del denaro. È una sorta di Nirvana, un’estasi del capitale. Ho comprato un elettrocardiografo in quel periodo, l’ho comprato poco prima di diventare molto ricco, e ci ho messo parecchio a imparare a usarlo per bene.

La fiducia nell’amore è qualcosa che non ho imparato, l’ho usata a mio piacimento senza sapere cosa stessi facendo. Nel 2008 mi sono innamorato di Luca. Era bellissimo Luca. Qualsiasi cosa dicesse Luca era perfetta. Qualsiasi momento era quello giusto da passare con Luca. Era quella l’epoca dei prodromi del ghosting, la pratica non aveva ancora una definizione alfabetica, ma produceva già gli effetti desiderati. Essendo agli esordi c’erano ancora alcuni piccoli difetti, lacune che si sarebbero poi colmate col tempo, ma che all’epoca producevano conseguenze quasi gradevoli. Luca a volte c’era, ed era meraviglioso. Luca a volte non c’era, ed era tragicamente doloroso. 

Nel 2008 la televisione trasmetteva la crisi dei mutui subprime. Ma prima c’era stata la crisi del Peso messicano del ’94, e la crisi dei Trust asiatici del ’97, e poi l’euforia delle new economy dei primi 2000: quella sì che era stata una gran crisi fiduciaria. La bolla speculativa giapponese del ’91 però, ecco quella è stata davvero la prima. Avevo otto anni e lui si chiamava Paolo. Col senno di poi quella è stata forse la più strana delle crisi economiche che ho provocato, certo col candore inconsapevole dell’infanzia, ma tant’è. Tant’è che ancora oggi non si sanno bene le ragioni: In un solo giorno, il 19 ottobre, i listini mondiali precipitarono rovinosamente, con l’epicentro alla Borsa di Hong Kong che dimezzò la capitalizzazione dei suoi indici in poche ore. Il 19 ottobre era qualche giorno prima del mio compleanno, li compio il 21. Avevo invitato tutti da me, ma Paolo aveva nuoto.

Sono diventato ricco con i Credit Default Swap¹, col cuore straziato, nel 2008. I CDS Li ho usati per vedere se in effetti avessi qualcosa a che vedere con l’andamento del mercato azionario, ma non immaginavo, non immaginavo che sarebbe successo per davvero. Puntare tutto su pacchetti emotivi fallimentari. Io nel 2008 non avevo nulla da dare a Luca, ero in chiara posizione di svantaggio nei confronti di una relazione che si basava su pure speculazioni sentimentali. Una corsa alle emozioni di bassa qualità, insomma, che non poteva che innescare un’enorme crisi di fiducia. Quando mi sono accorto di cosa stava per succedere ho subito capito che il mercato finanziario sarebbe collassato, certo non pensavo così tanto, ma d’altronde era già capitato con Paolo nell’87, Pepe nel ’91 e Ciro nel 2001.

Nel 2008 decisi di comprare CDS, di scommettere sul default, perché già sapevo come sarebbe andata con Luca. Io lo sapevo che i mutui subprime erano destinati a fallire entro pochi mesi, quindi tanto valeva puntare tutto sulla mia disperazione, fosse andata come immaginavo almeno qualcosa l’avrei tirata su…almeno quello. Così sono diventato estremamente ricco, tanto ricco da potermi permettere di amare liberamente.  Ecco io non ho proprio bisogno di rimproverarmi per questo, di tanto in tanto il mio cuore provoca una crisi economica globale. Non è questa una buona ragione per smettere di innamorarsi, non è sicuramente una buona ragione per smettere di amare. Quando sento che mi sto innamorando investo nello strumento finanziario più vantaggioso: compro CDS, scommetto contro il debito greco, portoghese o italiano. 

Il giorno in cui l’amore distrusse il capitalismo
Illustrazione di Lara Milani

Ho un elettrocardiografo a casa, il mio ECG è identico all’apertura della borsa di Milano, Tokyo, New York, Londra, Pechino. A volte segue l’andamento del mercato bancario, altre volte quello delle medie o piccole imprese. Uno di solito non va a raccontare in giro che il suo elettrocardiogramma è naturalmente collegato all’andamento dei titoli di stato greci, o al Volativity index statunitense. Dipende dall’ora, il giorno, la posizione, il tipo di sentimento. Ho notato, per esempio, che le cotte di poco conto di solito producono volatilità legata a inflazione e tassi della BCE. Non c’è un vero e proprio ordine, l’attività elettrica del mio cuore si genera a sentimento: come il mercato azionario. 

Di recente sto amando parecchio, sto amando davvero tanto. Più di quanto amassi Luca nel 2008, o non ricordo più chi nel 2012.  Da qualche tempo il mio tracciato cardiaco è davvero fuori controllo: sarà l’età o la Brexit. Ecco dopo il 2016 ho iniziato ad avere dei piccoli scompensi: una disfunzione ventricolare sinistra lieve – dice il medico – un rimodellamento cardiaco iniziale, nulla di cui preoccuparsi insomma – dice lui. Ma io non ci credo. Perché, per dio il 2020 è stato davvero un problema. Quello non è dipeso da me, almeno all’inizio, ma ecco… sto invecchiando. Si dice che invecchiando si ami di meno, si dice che i tormenti siano quelli giovanili. E allora mi sono messo l’animo in pace, saprò amare e governarmi, mi sono detto. Ma poi ho imparato ad amare da remoto ed è stata una tragedia. 

Con Tinder non ha funzionato, con Grinder è andata ancora peggio. Basta, ho scritto in bio di trattami con cura, che è colpa del mio cuore se il capitalismo non funziona più: «Un giorno il mio amore distruggerà il capitalismo», ho scritto. La scorsa notte ho ricevuto tre messaggi da profili anonimi, due mi hanno ghostato subito, il terzo dopo avermi incontrato. Io mi sono disperato, l’ho fatto anche quella notte: La mia frequenza cardiaca non è mai stata più scostante. La tengo sotto controllo. Ogni dodici ore mi attacco cavi e cavetti, a riposo e sotto stress, lo faccio ogni dodici ore ed è un disastro come non lo è stato neanche nel 2008. La scorsa notte mi sono messo perfino a gridare ma niente. Ho modificato la bio: «No perditempo». Ho cercato di togliere tutte le foto, tutti i profili: pulire tutto. 

La mattina dopo mi sono detto che forse Euronext sarebbe andato meglio. Oggi forse andrà meglio, mi sono detto. È quasi strano che non me ne importi più di tanto, che non mi importi di vedere gli indici rimbalzare come saette. Me ne sto sdraiato ancora un po’ sul letto, con le lenzuola sfatte arrotolate tra la coscia e i mutandoni elastici. Non sono stato tanto colpevole, mi sono detto. Quando @DaniTsunami e @AttivoDomani87 mi sbloccheranno vedranno che ho cancellato l’account. Vedranno che ho fatto quel che potevo per limitare i danni del nazionalismo corporativista reazionario, a quel che rimane del libero mercato. Quanto a me, non credo che sarà difficile raccogliere qualche lettera d’amore sparsa per la casa, magari non si accorgeranno neppure di loro. Magari le lasceranno lì per terra, insieme ai resti di un vecchio elettrocardiografo e parecchie cardio aspirine. ♦︎

¹ Un Credit Default Swap è un contratto di assicurazione contro il fallimento di un debitore. Furono usati nel 2008 per speculare su mutui rischiosi.