Quella tra Novak Djokovic ed il tennis è storia lunga, sempre in bilico tra odio e amore.

Eppure, sedici anni dopo la sua prima vittoria, il fuoriclasse serbo, nato tra le macerie d una città dilaniata dalla guerra, è diventato il quinto tennista della storia a vincere 1000 partite.

Ma facciamo un passo indietro.

2006-2010: l’ascesa tra i giganti

il mondo del tennis è conteso tra due giocatori che, più volte, si incontrano nelle finali dei tornei più importanti: Roger Federer e Rafa Nadal.

Djokovic, all’epoca diciannovenne, si era già fatto conoscere in patria, avendo aiutato più volte la Serbia in coppa Davis. Eppure, nonostante vinca due titoli master 250 nella stessa stagione all’età di diciannove anni, non possiede la stessa precocità dei primi due giocatori del mondo. Il serbo, già nei suoi primi due anni nel tour, da vita a grandi scontri contro i giocatori migliori del mondo, e nel 2007 inizia la vera e propria ascesa nella classifica ATP. Dopo la finale (persa) contro Nadal nel master di Indian Wells, vince i master 1000 di Miami e Montréal; raggiunge la sua prima finale slam agli US Open e raggiunge il terzo posto mondiale.

Nel 2008 la consacrazione: vinti gli Australian Open, prima slam in carriera, vince Indian Wells e Roma e raggiunge il terzo posto alle olimpiadi di Pechino. Il biennio successivo, 2009-2010, segna un leggero calo. Nel 2010, raggiungendo la finale agli US Open, diventa per la prima volta il numero due del mondo. Successivamente vince la coppa Davis con la sua Serbia e chiude l’anno da numero 3 del mondo per il quarto anno consecutivo.

2011-2016: gli anni migliori

Per quanto il serbo vincesse, non aveva mai dimostrato di essere al livello di Federer e Nadal, che ancora dominavano il ranking. Aveva rappresentato solamente un giocatore che li metteva in difficoltà e niente di più.

Nel 2011 c’è l’inversione di tendenza: Djokovic, fresco vincitore della coppa Davis, vince 7 tornei consecutivi, tra cui gli AO. Inizia la stagione vincendo 42 partite di fila, perdendo poi in semifinale al Roland Garros contro Federer. Successivamente vince Wimbledon, sconfiggendo Nadal in finale, e sottraendogli il primo posto mondiale. Finisce la stagione vincendo altri due titoli, con un totale di 70 vittorie e 6 sconfitte.

Il biennio 2012- 2013 è ricco di scontri con Nadal e Murray, e in entrambe le stagioni vince gli AO e le ATP Finals.

Nel 2014 perde per la prima volta dopo 3 anni agli Australian Open, a causa di un grande Stan Wawrinka, ma si rifà vincendo per la seconda volta Wimbledon e per la terza volta consecutiva le ATP Finals. Nel 2015 invece domina completamente: vince 11 titoli, sfiora l’impresa del grande slam (perde in finale al Roland Garros), vince sei master 1000 e le ATP Finals. L’anno successivo invece vince di nuovo gli AO e per la prima volta il Roland Garros, diventando il primo tennista dal 1969 a vincere i 4 major consecutivamente. Ma, a causa di un infortunio, che gli causerà vari problemi nel corso della stagione, perde il primo posto mondiale.

Illustrazione di Matteo Galasso

2017-2019: la caduta e la rinascita

Nel 2017, per la prima volta, il tennista serbo non figura tra i primi 10 del mondo. L’infortunio al gomito lo costringe al ritiro subito dopo Wimbledon e alla fine dell’anno si ritrova al 22esimo posto nella classifica mondiale.

Il 2018 parte male, infatti, seppur il gomito sia guarito, Nole non riesce a vincere. Subito dopo la sconfitta ai quarti del Roland Garros, dove verrà battuto da Cecchinato, il serbo dichiara che non è sicuro di giocare sull’erba. Nole, però, decide di continuare la stagione e, dopo aver perso in finale al torneo del Queen’s, vince a sorpresa il torneo di Wimbledon per la terza volta.

Dopo una sconfitta al terzo turno, Nole fa la storia vincendo a Cincinnati e diventando il primo giocatore a vincere tutti e 9 i master 1000 almeno una volta. Vincendo gli US Open, per la terza volta, e arrivando in finale al master di fine anno il tennista serbo si assicura di chiudere l’anno da numero 1 al mondo per la quinta volta in carriera (dopo il 2011, 2012, 2014 e 2015).

Nel 2019 diventa il primo giocatore della storia a vincere sette volte gli AO, oltre a vincere per la quarta volta Wimbledon contro Roger Federer, in una finale durata quasi 5 ore. Ma queste vittorie non bastano, infatti Nole perde il primo posto a favore di Nadal.

2020-2022: record su record

Il 2020, un anno fortemente colpito dalla pandemia, inizia con una serie di 27 vittorie. Nole vince gli AO per l’ottava volta e vince il master 1000 di Cincinnati per la seconda volta, diventando così l’unico giocatore a vincere ogni master 1000 per due volte. Agli US Open viene squalificato al quarto turno, a causa di una palla lanciata verso un giudice di linea. Vince agli internazionali d’Italia per la quinta volta e diventa il giocatore con più master 1000 vinti (36, superando Nadal fermo a 35). Pur non finendo la stagione con i risultati migliori, Nole diventa il secondo giocatore a finire la stagione da numero 1 del mondo per sei volte, risultato già conseguito da Pete Sampras. Inoltre diventa, a Dicembre dello stesso anno, il secondo giocatore a raggiungere le 300 settimane da numero uno, insiemea Roger Federer (fermo a 310).

Il 2021, invece, sembra l’anno giusto per compiere il Grande Slam e superare il record di slam vinti, detenuto da Federer e Nadal. Djokovic vince il diciottesimo slam agli AO e raggiunge la finale agli Internazionali d’Italia (persa contro Nadal). Al Roland Garros diventa il primo giocatore a battere Nadal due volte nel torneo e vince in finale contro il greco Tsitsipas, rimontando due set. Successivamente vince anche Wimbledon, pareggiando il record di vittorie negli slam.

Dopo aver perso in semifinale alle olimpiadi, Nole arriva agli US Open come grande favorito; viene però sconfitto in finale da Daniil Medvedev, che non gli permette di chiudere il grande slam. Il tennista serbo però si vendica della sconfitta subita in finale dell’ultima master dell’anno, quello di Bercy, in cui porta il record di vittorie dei master 1000 a 37. Durante l’anno supera il record di settimane passato al numero 1 del mondo e di anni conclusi al vertice della classifica

Quest’anno Djokovic è stato costretto a salta alcuni tornei, tra cui gli AO, a causa delle suo posiziono no-vax. Dopo aver perso in finale al master 250 di Belgrado contro Rublev, e in semifinale al master 1000 di Madrid con Alcaraz, vince il 38esimo master 1000 in carriera nella capitale italiana. Proprio a Roma, in semifinale contro il numero 7 del mondo Casper Ruud, diventa il quinto tennista della storia a vincere 1000 partite in carriera.

Prima di lui i giocatori a raggiungere tale obiettivo sono:

Rafa Nadal, con 1051 vittorie; Ivan Lendl, 1068; Roger Federer, 1251 e Jimmy Connors, che detiene il record con 1274 vittorie.

La domanda sorge spontanea, riuscirà Djokovic a diventare il giocatore con più vittorie nella storia del tennis?

Daniele Romano
Mi chiamo Daniele e vengo da Palermo. Sono uno studente di professione, lettore per passione, scrittore a tempo perso. Amo imparare e scoprire attraverso il dialogo con gli altri.

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