Io ricordo me da bambino, era il 2014 e la colonna sonora di quell’estate era inevitabilmente ‘Maracanà’ di Emis Killa. Ricordo le bandiere che sporgevano dai balconi. La città deserta la sera, vuota ma mai stata così viva. I discorsi in classe con i compagni e la maestra, che non mancava mai di esprimere il proprio amore per Marchisio. I racconti di mio nonno. Il rumore delle trombette che in quel caso era più soave del cinguettio di un uccellino in una domenica di primavera. Ricordo tutto questo e altro. Ricordo quanto attendevo il «delirio al Maracanà».

Proprio per questo mi fa male pensare a come i bambini di oggi stanno crescendo. Sono 8 anni che l’Italia non partecipa al mondiale. Otto. Tutti i ragazzini nati dal 2014 in poi non hanno mai potuto sentire quelle trombette nè vedere quelle bandiere; se non per l’Europeo, certo; unico raggio di sole nelle tenebre dell’ultimo decennio. Io scrivo questo articolo quindi riferendomi ai bambini che purtroppo non hanno avuto la mia stessa fortuna.

Immaginate: è una domenica di dicembre, il 18 precisamente; mancano due giorni alle vacanze di Natale e nel frattempo vi guardate intorno in casa e la trovate vestita di rosso con l’albero da voi adornato. Fa freddo e vostra madre vi prepara una bella tazza di cioccolata calda da gustarvi insieme al vostro papà davanti alla televisione. Sì perché è la serata della finale del Mondiale. Da una parte l’Argentina di Messi e dall’altra il Portogallo di Ronaldo. Finalmente potrete prendere in giro il vostro compagno che non è d’accordo con voi su chi dei due sia il più forte, dimostrando che avevate ragione. Inoltre sperate si vada ai rigori, non tanto per rendere lo scenario ancora più epico quanto perché facendosi tardi magari vostra madre vi lascerà dormire e saltare la scuola il mattino seguente.

Poi d’un tratto una magia. Poi ancora un’altra. Il vostro sguardo non riesce a distogliersi dal televisore se non per prendere un biscotto ogni tanto ed inzupparlo nella cioccolata calda che nel frattempo è quasi finita e sempre più fredda. Siamo intorno alla mezzanotte, ormai si è capito che domani a scuola non ci andrai, ormai siamo ai rigori. Più precisamente all’ultimo, il risultato è di 4-4, se segna sono campioni del mondo. Tiro… buonanotte bambini, continuate a sognare. Sempre.

Ciro Birrese
Ciao, sono Ciro! Sono uno degli autori che vi accompagnerà nella narrazione di quello che è accaduto, accade e accadrà nel mondo dello sport. Imparerete a conoscermi tramite i miei articoli, quindi spero vi piacciano e buona lettura!

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