Qualche giorno fa ero al mare spiaggiata completamente godendomi un giorno di pausa
prima dell’ultimo esame. Una delle mie amiche con cui ero, improvvisamente dice “ci
pensate che c’è solo un sole che scalda tutto il mondo? è solo ma riesce a illuminare (nel
mio caso bruciare) tutti.”

Inizialmente rimango un attimo paralizzata, in quello stato di
stand-by che ti viene quando prendi consapevolezza di una realtà che è sempre stata
davanti ai tuoi occhi. Poi le dico “oddio, sei un genio” e si ferma tutto. Iniziano a ballare a
tempo nella mia testa immagini, parole, emozioni che ho provato il 27 giugno.


Vi domanderete che cosa sia successo di così speciale quel giorno da provocare in me la
voglia ma soprattutto l’esigenza di scrivere queste righe. Quel giorno non ho vinto al
Superenalotto, né tanto meno preso un 18 ad un esame.

Semplicemente la vita mi ha portata ad essere presente al concerto dei Pinguini Tattici Nucleari. Band Bergamasca, ormai domina la scena musicale pop-indie da 10 anni. Un gruppo in grado di unire la generazione dei nostri
genitori ma anche la nostra.


E’ stato uno di quei concerti in cui vieni travolto da una ventata di energia. Quei concerti dove
abbracci la persona con cui sei, ti guardi intorno, vedi più di 10.000 torce accese, alzi gli
occhi al cielo e dici “grazie vita”.

Dopo due anni di chiusure e sopravvivenze, sono esperienze come queste che ci ricordano quanto siamo vivi. Non serve scalare il K2 per ricordarci che respiriamo, che fortunatamente abbiamo due gambe per camminare, due
mani per accogliere, una bocca per condividere.
Vivere veramente è più facile di quello che immaginiamo, a me è bastato avere un’amica speciale accanto, un palazzetto, una band e delle persone che cantassero con me, con loro, tutti assieme.


Tra le tante cose che mi hanno colpito, c’è stato un discorso fatto da Riccardo, il frontman
della band, che mi ha fatto riflettere. Ha parlato della teoria delle stelle minori, quelle stelle
che hanno la “sfortuna” di essere accanto alle stelle maggiori. Queste ultime, avendo una
luce maggiore, coprono le altre. Di conseguenza non verranno mai notate, non riceveranno
mai il giusto sguardo. Eppure sono bellissime e contengono al loro interno una sensibilità
diversa.


Quella sera eravamo tutti stelle minori, compresi i Pinguini. Loro però, partendo dalla
provincia con un furgoncino scassato, hanno avuto il coraggio di mostrarsi per quello che
erano. Hanno dato parole e musica alla loro luce riuscendo, oggi, a brillare come le stelle
maggiori.

Questa loro voglia di splendere ha acceso i cuori di tutte le persone presenti,
alimentando i loro sogni, curando le loro ferite, modellando il loro bene infinito. 14.000
persone che dopo il concerto, sono uscite con gli occhi che brillavano di una luce nuova.
Tornati a casa, avranno sicuramente tolto la polvere a quei cassetti nei quali tenevano i loro
sogni e avranno finalmente visto il mondo come un posto dove i loro sogni troveranno la loro
casa, il loro prato su cui essere coltivati.


Tutto questa riflessione per dirvi che come un solo sole al mondo riesce a scaldare sette
miliardi di persone così sei giovani ragazzi con le loro canzoni hanno insegnato ad un intero palazzetto che non conta dove ti trovi ma quanta voglia hai di brillare.
Giorgia Costantino
Ciao! sono Giorgia, ho 21 anni e frequento il corso di lingue e culture per il turismo all'università di Torino. Se dovessi descrivermi direi che ho pochi colori ma tante sfumature: so essere Gio Costa, quella più spensierata e ironica, pronta a viversi l'attimo, sorseggiandosi un buon Gin lemon con gli amici al bar che pensa solo ad essere "on fire" ma anche Gio, particolarmente paranoiata, molto sensibile, permalosa e particolarmente attenta ai dettagli. Quando scrivo sono 100% Gio, completamente chiusa nel mio mondo, pronta a dare colore ad ogni pensiero, persona, gesto o azione che mi abbia colpito. Oltre a ciò, spendo il mio tempo ascoltando tanta musica e suonando (o almeno ci provo) la chitarra elettrica. La mia passione per la scrittura è sempre stato un segreto perché mi vergognavo all'idea che le persone potessero venire a saperlo. Con il passare degli anni, ho deciso di combattere questa vergogna e di dare voce a pensieri, paranoie che tengo nascosti nelle note del telefono. Ogni mia poesia o piccolo racconto contiene una malinconia/ velo di tristezza paragonabile a quella di Adele con un briciolo di autoironia e sarcasmo.

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