Domenica 20 novembre 2022 la partita tra Ecuador e Qatar darà il via alla più importante manifestazione calcistica del mondo, una competizione che gli appassionati di tutto il globo attendono spasmodicamente da quattro anni (per noi italiani gli anni d’attesa sono già 8 e tristemente la nostra “pausa” non è ancora destinata a finire). Una manifestazione con cifre da capogiro, basti pensare che in occasione della precedente edizione di Russia 2018 si è registrato uno share di oltre 3.5 miliardi di spettatori e il solito seguito di molte polemiche, vuoi politiche, vuoi culturali.

Non è certo una novità, dunque, associare allo spettacolo del calcio, che mette in scena i migliori giocatori del mondo, qualche polemica, sempre presente nello sport quasi a qualsiasi livello, ma quelle che accompagnano l’apertura di Qatar 2022 assumono tinte di un nero così profondo che rischiano di inghiottire le luci e i proiettori dell’indubbio spettacolo sportivo che il mondo del Calcio si appresta a vivere.

Il pallone ufficiale della Coppa del Mondo 2022 e sullo sfondo lo skyline di Doha, capitale del Qatar

Perchè proprio il Qatar?

Sono passati dodici anni da quando la Fifa ha scelto di accettare la proposta del Qatar come Nazione ospitante per questi Mondiali, una scelta storica e per certi versi rivoluzionaria: infatti non si era mai giocato un Campionato del Mondo in un paese arabo, nonostante le tante nazioni e i tanti appassionati di uno sport ormai di portata globale. Inoltre la decisione di dare la responsabilità di organizzare la competizione al Qatar è una scelta rivoluzionaria in relazione al clima del paese. Le temperature torride alle quali può arrivare la penisola arabica nei mesi estivi la rendono un luogo estremamente inospitale per una competizione sportiva, quindi ecco la svolta: i Mondiali di Qatar 2022 saranno i primi invernali della storia, comportando un lungo stop a metà stagione per tutto il calcio europeo.

Bisogna essere onesti: la proposta offerta dal Qatar sembra essere veramente allettante. Con i fondi preventivabili per un evento di tale portata, si parlava della costruzione di stadi di ultimissima generazione e con novità tecnologiche mozzafiato, senza contare poi l’idea di costruire dal nulla un’intera città solo per poter ospitare degnamente la finale della competizione. Il Presidente, all’epoca, della Fifa Blatter aveva ritenuto queste offerte troppo allettanti per essere rifiutate, ma difficilmente avrebbe potuto immaginare cosa ne sarebbe scaturito.

L’inchiesta del Guardian e una scomoda verità

Il 21 febbraio 2021, sulla prestigiosissima rivista Guardian, è uscito un articolo a dir poco terrificante su ciò che si sarebbe celato dietro la costruzione di tutte le infrastrutture necessarie per il Mondiale. Sarebbero più di 6500 i migranti provenienti da India, Bangladesh, Nepal e Sri Lanka sottoposti ad immani condizioni di lavoro e di povertà che ne hanno causato la morte. Questi dati corrispondono negli ultimi dieci anni a circa 12 decessi a settimana, un dato che fa semplicemente rabbrividire. Sono tantissime le storie di uomini e ragazzi partiti verso il Qatar con la speranza di poter aiutare le loro famiglie costrette a vivere nella povertà più assoluta e che a casa non hanno più fatto ritorno.

Un altro fatto aberrante portato a galla dal Guardian è stata la mancanza di trasparenza (anche se prevedibile) da parte del Governo qatariota che, per la stragrande maggioranza dei casi (si parla del 70% circa), aveva etichettato le morti dei lavoratori come insufficienze respiratorie o attacchi cardiaci e le aveva archiviate come “morti per causa naturale”, senza un’accurata autopsia, senza un referto medico che indicasse cosa c’era stato realmente alla base del decesso dell’individuo. Se si pensa che questi dati si riferivano solo ad alcune delle etnie arrivate in Qatar, il numero reale delle morti che questo Mondiale ha causato è enorme e devastante.

Ecco il link per l’articolo integrale del Guardian:
https://www.theguardian.com/global-development/2021/feb/23/revealed-migrant-worker-deaths-qatar-fifa-world-cup-2022

Cards of Qatar

Tengo a riportare ancora come il Guardian sottolinei fortemente che dietro a tutti questi numeri e statistiche ci siano persone vere, con famiglie e persone care che non rivedranno più. È in questo contesto che nasce anche il sito Cards of Qatar  (https://cardsofqatar.com/en/), all’interno del quale sono state create delle figurine digitali con lo scopo di sensibilizzare la popolazione mondiale sulle storie dei seimila e più che hanno perso la vita in Qatar.

Come approcciarsi a questo Mondiale?

Mi rendo conto di aver parlato molto poco di Sport in questo articolo. Avrei potuto stilare un recap delle prime partite più importanti di questi Mondiali, i giocatori da tenere d’occhio oppure le possibili sorprese che questa competizione ci regalerà, ma mi sembrava poco adatto sorvolare su questioni così pesanti e delle quali si sta parlando, ma in maniera troppo secondaria rispetto alla portata della questione. Spero che la morte di queste persone non macchi le mani del calcio inteso come sport. Non è il Mondiale ad avere ucciso 6500 uomini, ma sono scelte prese in maniera forse sconsiderata o forse incurante da parte di chi dovrebbe essere deputato proprio a evitare queste situazioni (se si può discutere sull’imprevedibilità di certi eventi, ricordiamo che nel Qatar l’omosessualità è un reato e sono vietati qualsiasi simboli relativi alla comunità LGBTQ+, dunque i problemi sociali erano ampiamente preventivabili)

Il Mondiale è alle porte e promette di regalarci grandi emozioni, anche solo perché si tratterà del canto del cigno di Messi e Ronaldo, due a caso che di questo sport hanno scritto giusto qualche pagina. Non sono qui a dire che non accenderò mai la televisione per vedere una partita, per quanto sia una scelta rispettabile anche questa. Se, però, tutte le persone che hanno perso la vita e le loro famiglie difficilmente troveranno giustizia, mi auguro almeno che non vengano dimenticati, divorati dalla festa e dallo spettacolo del Mondiale.

Lorenzo Giana
Sono Lorenzo, ho 20 anni e dopo aver finito il Liceo Classico frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia. Ad accompagnarmi in questo percorso ci sono gli hobby e gli interessi di una vita, specialmente lo sport. Sfrutto lo spazio di NoSignal per condividere riflessioni e pensieri sulla mia grande passione.

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