Domenica 4 settembre in Piazza Carlo Alberto, gremita di persone, si è tenuta una delle conferenze (a mio avviso) più emozionanti. Diretta e coordinata dalla talentuosa Alessandra Comazzi, il tema principale era “Saper ascoltare”. Indubbiamente una delle arti più antiche e difficili al mondo. 

Quanto siamo disposti ad ascoltare gli altri? Quanto ci costa capire quello che gli altri non ci riescono a dire?

E’ proprio questo il significato proposto dalla neuropsichiatra infantile Antonella Anichini. Saper ascoltare significa capire quello che gli altri non dicono. Vuol dire ascoltare l’altro senza giudicare. Alcune volte può sembrare facile, altre impossibile.

La conferenza però non è subito partita dando una definizione ed un colore all’espressione protagonista. Il tutto è iniziato dalla storia di una mamma, Susanna Matteoli. Suo figlio, Lorenzo è l’autore del libro “mi sono distratto un attimo”. Uno “zibaldone” di pensieri dell’autore che scrive dalla terza elementare. Lorenzo era semplicemente un bambino con la testa tra le nuvole. Per la scuola però, era necessaria una certificazione medica di “poca attenzione”. Lorenzo scrive quei pensieri come sfogo, quasi come se le parole fossero una spalla a cui appoggiarsi. 

“La cosa che infastidiva più Lorenzo era quando la maestra gli dava 4 e scriveva accanto che non aveva studiato. Lo mandava su tutte le furie perché lui passava tutto il pomeriggio a studiare. Ha passato più pomeriggi a ripetere i verbi che ad andare a farsi passeggiate in bicicletta”.

In correlazione al tema del “saper ascoltare”, la Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta Elena Rainò, ha parlato dell’associazione “Forma ONLUS”. Un’associazione dell’Ospedale Regina Margherita nata nel 2005. E’ formata da educatori, neuropsichiatri, psicologi, infermieri che ascoltano e cercano di capire le patologie infantili. E’ un’associazione fatta per “normalizzare” quelle caratteristiche tipiche di un bambino che per tanti sono un problema.

Conclude così infatti Susanna la mamma di Lorenzo:

“Non possiamo avere figli perfetti. Non hanno problemi, hanno delle caratteristiche che rende loro speciali. Non bisogna vergognarsi. Ho conosciuto una mamma nella classe di Lorenzo che ha nascosto all’intera classe che sua figlia avesse il certificato DSA. Facendo così, non ha fatto male a noi ma a sua figlia.”

In un modo di parole e morali non richieste, imparate ad ascoltare in silenzio voi stessi ma anche gli altri. 

Giorgia Costantino
Ciao! sono Giorgia, ho 21 anni e frequento il corso di lingue e culture per il turismo all'università di Torino. Se dovessi descrivermi direi che ho pochi colori ma tante sfumature: so essere Gio Costa, quella più spensierata e ironica, pronta a viversi l'attimo, sorseggiandosi un buon Gin lemon con gli amici al bar che pensa solo ad essere "on fire" ma anche Gio, particolarmente paranoiata, molto sensibile, permalosa e particolarmente attenta ai dettagli. Quando scrivo sono 100% Gio, completamente chiusa nel mio mondo, pronta a dare colore ad ogni pensiero, persona, gesto o azione che mi abbia colpito. Oltre a ciò, spendo il mio tempo ascoltando tanta musica e suonando (o almeno ci provo) la chitarra elettrica. La mia passione per la scrittura è sempre stato un segreto perché mi vergognavo all'idea che le persone potessero venire a saperlo. Con il passare degli anni, ho deciso di combattere questa vergogna e di dare voce a pensieri, paranoie che tengo nascosti nelle note del telefono. Ogni mia poesia o piccolo racconto contiene una malinconia/ velo di tristezza paragonabile a quella di Adele con un briciolo di autoironia e sarcasmo.

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1 Comment

  1. […] Così come spiega molto bene anche Giorgia Costantino, nel suo articolo ‘Saper ascoltare: l’arte più difficile al mondo’; https://nosignalmagazine.it/saper-ascoltare-larte-piu-difficile-al-mondo/. […]

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