Ci sono canzoni che vorremmo aver scritto noi. Di certo non siamo cantautori ma ci sono canzoni che ascoltiamo e pensiamo “ma perché non mi è venuto in mente di scrivere quella frase?”. Era da giorni che mi risuonava in testa una frase che faceva “cosa rimane…” e dopo aver fatto fare viaggi intercontinentali alla mia testa, mi sono ricordata l’origine di quell’espressione. Era una canzone dell’ultimo album di Fedez che s’intitola “MI STO SUL CAZZO”. L’ho ascoltata in un giorno di pioggia su un pullman verso Torino. È proprio lì che mi sono domandata “perché non hai scritto tu le strofe di questa canzone?” Ho iniziato a scrivere sulle note del telefono tutte quelle sensazioni, emozioni ed esperienze che si vivono da adolescenti. Sono situazioni nelle quali ci sentiamo padroni ma poi in un secondo il mondo ci ribalta a testa in giù.

Improvvisamente diventiamo fragili, guardiamo allo specchio le nostre ferite come se fossero buchi neri senza fine. Piangiamo su ciò che è stato dimenticandoci che per fortuna oggi è sempre un giorno nuovo per ripartire.
Cosa rimane? Forse nulla di quei momenti forse, solo “un’altra mano di colore”. Che sia questa mano di colore a ricordarci che non possiamo cambiare il nostro passato ma possiamo colorare il nostro presente.
Panta rei-tutto scorre

Cosa rimane delle medie,

gli occhiali, l’apparecchio,

la prima birra rossa media,

la prima sigaretta alla menta.

Cosa rimane delle risate da immatura,

della paura di ammettere di essere insicura.

Cosa rimane delle cose dette all’orecchio,

dei mignolini incrociati “questo è un segreto eh”.

Cosa rimane delle prime litigate,

degli amori che vogliamo per sempre

ma che durano meno di due settimane.

Cosa rimane dell’imbarazzo di guardarsi allo specchio,

della sindrome del paragone

“com’è bella lei, io invece sono grossa come un vagone”

Cosa rimane dei dolori che proviamo,

il funerale di tuo nonno

tu che non vuoi piangere

solo perché vuoi mostrare

quanta corazza ti rimane.

Cosa rimane delle insufficienze, delle bocciature, dei fallimenti,

della voglia di scomparire

solo perché hai deluso i tuoi affetti.

Cosa rimane?

Rimane tutto, non rimane niente

Forse solo la voglia di ripartire

Passami un’altra mano di colore,

per favore.

Giorgia Costantino
Ciao! sono Giorgia, ho 21 anni e frequento il corso di lingue e culture per il turismo all'università di Torino. Se dovessi descrivermi direi che ho pochi colori ma tante sfumature: so essere Gio Costa, quella più spensierata e ironica, pronta a viversi l'attimo, sorseggiandosi un buon Gin lemon con gli amici al bar che pensa solo ad essere "on fire" ma anche Gio, particolarmente paranoiata, molto sensibile, permalosa e particolarmente attenta ai dettagli. Quando scrivo sono 100% Gio, completamente chiusa nel mio mondo, pronta a dare colore ad ogni pensiero, persona, gesto o azione che mi abbia colpito. Oltre a ciò, spendo il mio tempo ascoltando tanta musica e suonando (o almeno ci provo) la chitarra elettrica. La mia passione per la scrittura è sempre stato un segreto perché mi vergognavo all'idea che le persone potessero venire a saperlo. Con il passare degli anni, ho deciso di combattere questa vergogna e di dare voce a pensieri, paranoie che tengo nascosti nelle note del telefono. Ogni mia poesia o piccolo racconto contiene una malinconia/ velo di tristezza paragonabile a quella di Adele con un briciolo di autoironia e sarcasmo.

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