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Marracash: il rap e la psicoanalisi

Illustrazione di Luca Saroglia

16 Ottobre 2022 (meno di una settimana fa), appena 15 giorni prima di festeggiare il terzo compleanno di uno dei dischi più fortunati della sua carriera, Marracash mette la firma finale su quello che è già un colossale capitolo di storia della musica.
Il King del rap l’ha voluto, i fan hanno avuto pazienza e l’hanno aspettato. Alla fine la bomba è stata sganciata e l’eco dell’esplosione sta risuonando fra i palazzetti.
Dopo tanto hype, il “Persone tour” ha realmente rispettato le aspettative? I numeri parlano chiaro, i video diventano virali e non mentono… Quindi che senso avrebbe un articolo solo per discutere di questo?

Marracash sul palco del Palapartenope (Napoli)-Foto di napoliphotostudio


Io stesso ho avuto la fortuna di vedere dal vivo il concerto del 5 ottobre al Palapartenope.
L’apice dello show? Uno ed uno soltanto. Dopo aver infiammato il palco con la prima carrellata di pezzi, Marra si ritira dietro le quinte e sullo sfondo della scenografia compare l’interno di un palazzo in una panoramica ascensionale.
Un minuto di skit, poi ecco un Marracash formato gigante in atteggiamento pensieroso.


C'è questa voce che mi assilla […]. Compare ogni tanto, quando mi rilasso, magari mentre guido o quando faccio la doccia. […] È come se mi uscisse dall'interno, dalla pancia, e dice: «Butta fuori i tuoi pensieri o finiranno per ucciderti».


Così l’artista introduce “Dubbi”, una canzone che, anche a detta dei colleghi, non si era mai vista nel rap italiano.
Per qualche minuto il pubblico assiste ad un’intensa seduta durante la quale il rapper si confessa e si mostra senza alcun velo.
Se dovessi dare un nome a ciò che è accaduto, lo chiamerei “rottura della quinta parete”.
Per 5 minuti non esiste alcun confine tra la dimensione intima dell’artista e quella delle migliaia di persone che ascoltano, gridano, piangono.
Tutto ciò è possibile solo perché la persona sul palco sta dando modo a tutti, attraverso la propria voce e diretta esperienza, di veder messo a nudo quello che a volte nascondiamo persino a noi stessi.


Marracash sente le voci

Marracash nella prima strofa di ”Dubbi”:

Niente di eccezionale la mia storia
I miei non eran dottori e nemmeno ladri
Dalle miei parti, sa, era già qualcosa
Le vere star per noi erano i criminali
No dialogo a un tavolo, non li biasimo
Lavoro sporadico, sfratto e due figli a carico
E dirlo è pessimo, è come non ci conoscessimo
Cosa sognassero non me lo immagino
Ora lei è il mio strizza, dice che la normalità mi terrorizza
Che non c’entri proprio la famiglia?
Anni fa, cazzo, sarei crepato dal ridere
Non temo la morte, ma ho paura di non vivere
(Di non vivere? Come i tuoi?)
(Pensi questo? Di stare vivendo adesso che hai successo?)
Ho giocate le mie carte
La lotta per la vita è crudele, ma affascinante
Ne ho ho fatto un’arte, ne ho fatto parte
Marracash affianco un fratello più grande
Uno che fruga nella realtà, la fuga da una realtà pesante
Cercando di farci dei soldi durante
Malgrado poi gli anni balordi e tutti i rischi corsi
Guardando quei problemi grossi che si fanno enormi
Quelli brutti sono diventati bei ricordi
Quelli troppo brutti li ho rimossi

Le parole suonano con una delicatezza disarmante pur colpendo pesanti come mattoni. D’altronde la premessa di un genere musicale qual è il rap nasce proprio dal bisogno di raccontare la personale percezione di un ambiente ostile dal quale sembra non emergere alcuna prospettiva di miglioramento.

L’evoluzione fortemente introspettiva è consequenziale, la musica diventa un posto sicuro e i testi danno voce all’intimità. Viene così a crearsi una dimensione libera da pregiudizi di ogni genere in cui l’autoanalisi riconcilia i frammenti schiacciati dai ritmi cadenzati di una vita costantemente in marcia.

Sarà capitato a tutti, com’è successo a me, di sentirsi per un attimo in comunione con se stessi, felici di emozionarsi per il solo fatto di sentire le proprie emozioni condivise. Se non vi fosse mai capitato, beh, non è troppo tardi per guardarsi dentro ed iniziare a cercare la chiave per sbloccare questa sensazione.

Marracash che parla con l’analista


L’artista che dà un esempio


Un coinvolgimento tale nasce da una scelta coraggiosa che diventa un esempio altrettanto potente.
Volendo trarne un messaggio: lo salute mentale è un concetto reale, prendiamocene cura!
Siamo nel 2022, le nuove generazioni crescono condizionate da dinamiche sociali in costante evoluzione. La pressione esercitata dai social non accenna a calare. La paura di sentirsi inadatti è dietro l’angolo.
Nonostante ciò, per alcuni, rivolgersi ad uno specialista è ancora un taboo.
Ne risulta una diffusa carenza di attenzione verso la cura della psiche.
Ultimamente, i “coming out” da parte di personalità influenti, spesso e volentieri proprio grazie al web, stanno contribuendo ad estirpare questa malsana abitudine.
Da cosa nasce il pregiudizio nei confronti della psicoanalisi?
Uno dei capi d’accusa è sicuramente la mancanza di un effettivo intervento sul paziente.
Come dice lo stesso Freud: “La psicoanalisi si serve della parole, non come chiacchiericcio amichevole, ma come mezzo per accedere ad istanze inconsce di ogni essere umano”.
In questo processo quasi maieutico è facile additare lo psicologo di eccessiva freddezza, dal momento che il suo compito si “limita” ad ascoltare ed a porre domande che lascino al paziente la possibilità di spaziare.
Altra freccia all’arco dei detrattori: “danno sempre la colpa al passato ed ai genitori”.
Partendo dal presupposto che l’uomo è l’animale che più a lungo di tutti vive in uno stato di inermità, sarebbe possibile studiare lo scenario globale attuale prescindendo dai precedenti storici?
Stesso vale per l’individuo, per il quale l’introduzione al mondo e alla soggettivazione e la percezione personale del proprio passato restano due fattori determinanti per il conseguente sviluppo psichico.
La psicoanalisi non fa altro che indurre una riflessione a posteriori per scogliere nodi rimasti irrisolti e nascosti per chissà quanto.
Per quanto riguarda la durata delle terapie, voi ve la sentireste di dire quanto tempo vale la pena provare prima di rassegnarsi a vivere in un costante malessere?
Anche se ignorassimo la possibilità di scegliere fra diversi tipi di approccio dai tempi più o meno dilatati, la risposta alla domanda non può che essere negativa.
Il punto cruciale rimane uno.

Illustrazione di Luca Saroglia


Costa troppo?


Sempre in “Dubbi”, Marracash centra anche un altro aspetto fondamentale dell’argomento: “Forse la salute mentale è roba da ricchi?”.
Lo è davvero? A conti fatti, il costo medio di una seduta dallo psicologo si aggira tra i 50 e i 90 euro, per un numero minimo di 20/25 sedute.
I dati sopra elencati sono soggetti a forte variabilità, ci bastano, però, per capire che non è da tutti poter sostenere tale spesa.
Il 27 giugno 2022 sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il Decreto 31 maggio 2022 che annuncia l’introduzione del bonus psicologo 2022.
Il sussidio economico varia dai 600 ai 200 euro annui per beneficiario (a seconda dell’ISEE).
Parte dei fondi stanziati con il decreto, inoltre, andranno a sovvenzionare professionisti del settore aderenti all’iniziativa.
Che dire? Lo stato italiano sembra aver aperto gli occhi, perché gli italiani dovrebbero continuare a tenerli chiusi?


Prima di Marracash – Il valore della psicanalisi per Svevo e Saba


Sebbene la visibilità del king del rap nel 2022 fra i giovani conferisca alle sue scelte artistiche un valore incalcolabile, non si può certo dire che sia il primo ad inserire il tema dell’analisi nel proprio repertorio.
A tal proposito non può mancare un invito a conoscere due grandi autori italiani che hanno prestato la penna alla causa.
Per chi avesse voglia di una lettura da portare avanti nelle pigre serate autunnali, un classico del genere è il capolavoro di Svevo: La coscienza di Zeno.
In quest’opera trasparente la fiducia dell’autore nel valore diagnostico della psicanalisi, già intrinseco nell’approccio alle precedenti pubblicazioni.
Altro autore italiano che raccontò della propria esperienza con la psicanalisi, sta volta in poesia, fu Saba.
Per citare alcuni titoli: Mio padre è stato per me l’assassino e Quando nacqui mia madre ne piangeva.
Le poesie sembrano il risultato stesso della psicanalisi  nel cuore valore terapeutico il poeta credeva fermamente.

Gianluca Luongo
Ciao! Ti piace scrivere/leggere? Beh, allora siamo già amici. Sono un esuberante 2003, studio Biotecnologie per la salute presso la mitica Unina, anche se con la testa sono già in giro per il mondo. Amo l'arte in tutte le sue forme, mi diletto con la musica e con il teatro, su questo sito mi troverai a parlare principalmente di letteratura e narrativa e.. Ma stai ancora leggendo?

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